Pixel Buds: Google punta il mercato della traduzione simultanea

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Qualche mese fa Google ha lanciato sul mercato i Pixel Buds, degli auricolari senza fili che permettono di tradurre in tempo reale ben 40 lingue. Si tratta di uno strumento potenzialmente disruptive per il mercato della traduzione simultanea, un’innovazione di quelle in grado di innescare una vera rivoluzione.
Gli auricolari Pixel Buds funzionano in combinazione con un sistema di intelligenza artificiale legato a Google Translate e incorporato, per il momento, nei nuovi smartphone Pixel 2. Questo nuovo dispositivo dovrebbe nelle intenzioni dei produttori fornire all’utente una traduzione in tempo reale di quello che si sta ascoltando.
Un progetto indubbiamente ambizioso e che potrebbe essere visto come una minaccia per i tanti interpreti professionisti che operano nel mercato e vantano anni di studi, lauree, master e continue attività di formazione e aggiornamento, senza contare il bagaglio di esperienza sul campo che ciascun professionista matura nel tempo.
L’evoluzione del mondo della traduzione va ormai di pari passo con lo sviluppo tecnologico, quindi è innegabile che una fascia del mercato potrebbe riversarsi sui Pixel Buds come su altri prodotti e innovazioni che consentono a chi non conosce una determinata lingua di avere un’idea di massima di cosa dice un articolo, un’intervista, un film o una canzone. È inoltre possibile che la traduzione automatica in tempo reale possa correre in aiuto delle aziende per semplificare in alcuni casi la comunicazione interna o la formazione del personale, così come potrebbe rivelarsi uno strumento tutto sommato utile nel settore del turismo.
Difficilmente tuttavia un’azienda si affiderà a uno strumento poco controllabile e al momento (e chissà per quanto tempo ancora) qualitativamente discutibile per la mediazione di una trattativa commerciale, così come è improbabile che i partecipanti in un congresso di un certo spessore accettino di ascoltare nelle cuffie una traduzione agrammaticale o peggio ancora senza senso.
Google Translate, presenza costante sul web che vanta una diffusione d’uso imponente, offre ancora molti risultati esilaranti, quindi è logico pensare che la strada verso la totale (o quantomeno una significativa) automazione della traduzione sia ancora lunga. Nel frattempo, però, gli operatori presenti sul mercato sono avvisati: indietro non si torna, considerare tecnologia e innovazione come minacce per il nostro settore sarebbe un errore imperdonabile. Tecnologia e innovazione non sono l’avversario da combattere, ma un prezioso alleato da conoscere, studiare e utilizzare al meglio per continuare a soddisfare nel migliore dei modi le esigenze di una clientela sempre più esigente e avida di contenuti.